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ordinanza divieto irrigazione orti, giardini, etc.

Prot. n. 5386   Data 21/07/2015

Reg. Ord. n. 26/2015

OGGETTO:    DIVIETO DI UTILIZZO DELL’ACQUA EROGATA DALL’ACQUEDOTTO COMUNALE PER IRRIGAZIONE DI ORTI, GIARDINI, USI AGRARI, LAVAGGIO AUTOVETTURE E QUALSIASI ALTRO USO DIVERSO DA QUELLO DOMESTICO.

IL SINDACO

  • Visto il perdurare del clima caldo e secco;
  • Preso atto che non sono previste, per i prossimi giorni, variazioni significative delle condizioni meteorologiche;
  • Considerata la possibilità che si verifichino problemi di approvvigionamento idrico in alcune zone del territorio comunale;
  • Considerato che il massiccio uso di acqua potabile per usi diversi da quello domestico può comportare un abbassamento di pressione tale da pregiudicare il rifornimento idrico domestico;
  • Atteso che motivi di igiene pubblica impongono che vengano soddisfatti, in via prioritaria, i bisogni idrici domestici della popolazione;
  • Ritenuto opportuno adottare un provvedimento che regolarizzi i consumi idrici in modo tale da garantire l’approvvigionamento idrico domestico a tutte le famiglie, nelle fasce orarie di maggior utilizzo;

VISTO

  • l’art. 50 , comma 5 del D.Lgs. 267/2000;
  • l’art. 7 bis, comma 2 del D.Lgs 267/2000;
  • la Legge 689/1981;

ORDINA

Il divieto dell’utilizzo dell’acqua erogata dall’acquedotto comunale per l’irrigazione di orti, giardini, usi agrari, lavaggio autovetture e per qualsiasi altro uso che non sia domestico, dalle ore 07.00 alle ore 22.00, a partire dalla data odierna.

AVVERTE

Che l’inosservanza della presente ordinanza comporta la sanzione amministrativa di euro 150,00.

DISPONE

Che la presente ordinanza venga pubblicata all’Albo Pretorio Informatico, nel sito internet del Comune di Dolcè, diffusa mediante l’affissione di manifesti e trasmessa alla Polizia Locale che è l’organo preposto al controllo del rispetto della medesima.

Contro la presente ordinanza è ammesso ricorso al TAR Veneto (Legge 6 dicembre 1971 n. 1034) nel termine di sessanta giorni dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio, oppure in via alternativa, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, da proporre entro 120 giorni dalla suddetta pubblicazione (D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199).

f.to IL SINDACO

Adamoli Massimiliano