Strada del Vino e dei Prodotti Tipici Terradeiforti

La valle, formatasi nel Quaternario per l'azione erosiva dei ghiacciai, è attraversata in tutta la sua lunghezza dal secondo fiume d'Italia, l'Adige, che qui scorre ancora sinuoso e selvaggio. Sui lati, oltre le pergole di ordinati vigneti, s'innalzano due sistemi montuosi: a occidente il Monte Baldo che separa Terra dei Forti dal Lago di Garda e a oriente l'Altopiano della Lessinia che a mezzogiorno si stempera nella Pianura Padana. Già in epoca romana, la valle costituiva il collegamento più importante fra Mediterraneo e Mitteleuropa attraverso le Alpi, poi divenne confine fra regni ed imperi, fra stati, regioni e province. Oggi, in un'economia globalizzata, la Terra dei forti si propone come "cerniera" fra culture diverse in una prospettiva di sviluppo, rispettosa di un territorio ancora sostanzialmente intatto.
Giunti ad Avio da vigneti a perdita d'occhio possiamo visitare la Pieve Romanica e, poco lontano, arroccato lungo i pendii del monte Vignola, il castello medievale di Sabbionara d'Avio. 
E' ora tempo di attraversare il fiume Adige che ci ha scortato lungo il percorso e seguire il suo corso verso sud, a partire dalla località Vò Sinistro, proprio a segnalare il cambio di sponda orografica.
Proseguiamo verso sud sulla strada statale 12 del Brennero e attraversiamo il borgo di Ossenigo, immerso tra i vigneti, in un paesaggio d'altri tempi. Ci dirigiamo verso Peri e proseguiamo per Dolcé. Lungo il percorso avvisteremo almeno 6 fortificazioni risalenti al periodo austroungarico. Riprendiamo la strada statale e scendiamo verso la Chiusa di Ceraino, fortificazione che attraversiamo letteralmente immersi nel canyon scavato dal fiume Adige nella roccia.
All'orizzonte intravvediamo le sagome degli altri forti: soprattutto quello del Forte di Rivoli che troneggia su una ripida rocca che si affaccia sull'Adige. Proseguiamo la discesa a sud e attraversiamo il borgo di Volargne con la magnifica villa quattrocentesca Villa del Bene.

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Giunti al Passaggio Napoleone, il cui toponimo già ci suggerisce la sosta del generale francese, ritorniamo sulla riva destra del fiume Adige e cominciamo la risalita lungo la strada che porta alla località di Gaium. Qui, tra rocce a strapiombo e il corso dell'Adige, possiamo ammirare la chiesa romanica di San Michele. Da qui la vista spazia su tutta la vallata. Da ogni parte si scorgono altri forti, costruiti dagli austriaci per rendere inespugnabile il passaggio delle truppe francesi: Forte di Monte, Chiusa e Forte di Ceraino, Tagliata Incanal e Forte San Marco.
Sulle colline che già cominciano a diradare verso il lago di Garda incontriamo il Forte San Marco, fortificazione che si sviluppa lungo il crinale del monte Cordespino e che si affaccia sulla valle dell'Adige, quasi a formare un tutt'uno con la roccia sulla quale è stato edificato.

E ancora, scendendo verso Canale, la Tagliata di Incanal continuiamo verso nord, attraverso il borgo di Brentino. Alzando lo sguardo verso l'alto, scorgiamo l'impressionante santuario della Madonna della Corona, il più ardito dei santuari mariani italiani, costruito su una falesia che dà a strapiombo sulla valle, e raggiungibile risalendo i 1540 scalini che si inerpicano sulla roccia e tra i boschi.

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